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PSICOFARMACOLOGIA La prescrizione di un farmaco attivo sulle funzioni psichiche (psicofarmaco) non è mai opportuna senza una  relazione medico-paziente, che deve essere costruita e sostenuta da entrambi nel rispetto delle differenti  competenze. Il medico psichiatra è la figura professionale deputata alla prescrizione di psicofarmaci per la  cura dei sintomi psichiatrici.  Gli psicofarmaci agiscono certamente sui sintomi cioè sulle manifestazioni obiettivabili di una patologia  psicopatologia. Meno chiaro è se e in quale misura essi possano agire direttamente sulle cause del  disturbo mentale: è generalmente una visione riduttiva ritenere che i "soli" rimedi biologici siano sufficienti a  modificare efficacemente il segno di un comportamento e di un funzionamento mentale alterato. I dati forniti  negli ultimi anni dalle neuroscienze, tramite vari metodi tra i quali la neuro-imaging, tendono a dimostrare  come anche tecniche terapeutiche fondate sulla parola, o sulla comunicazione non-verbale, siano in grado  di determinare cambiamenti strutturali a livello di connessioni interneuronali, implementando, per esempio,  certe connessioni dendritiche e/o rendendone obsolete altre che erano precedentemente sviluppate.  Quando la situazione clinica lo richiede, psicoterapia e terapia psicofarmacologica possono e devono  quindi coesistere, perché - come ampiamente illustrato dalla letteratura scientifica sull'efficacia del  trattamento integrato - tale integrazione consente di ottenere risultati migliori e più duraturi nel tempo e un  minor impiego di farmaco (terapia integrata). Chi è lo psichiatra?  Lo psichiatra è un medico laureato in Medicina e Chirurgia che ha intrapreso successivamente la  specializzazione in psichiatria. Lo psichiatra non è uno psicologo, a meno che non abbia conseguito il  relativo titolo. Lo psichiatra può decidere se indirizzare maggiormente la propria attività professionale verso  la psicofarmacologia, privilegiando quindi un approccio biologico al sintomo, oppure verso l'attività  psicoterapeutica. Lo psichiatra deve possedere i seguenti requisiti normati per legge: 1. Laurea in Medicina e Chirurgia 2. Esame di Stato e iscrizione all'Ordine dei Medici  3. Specializzazione in psichiatria  Nella specializzazione in psichiatria è implicita l' acquisizione del titolo di psicoterapeuta; tuttavia è indice di  buona prassi che lo psichiatra, qualora intenda esercitare la psicoterapia come attività prevalente,  consegua una specifica specializzazione in psicoterapia.   Cos’è la terapia integrata (psicoterapia e psicofarmacologia)  L'approccio integrato al disagio psicologico prevede l'intervento associato di psicoterapia e di trattamento  psicofarmacologico. La prassi clinicamente più diffusa prevede che i due trattamenti vengano seguiti da  professionisti differenti (uno psichiatra e uno psicoterapeuta) in continua comunicazione tra loro, così da  evitare interferenze tra le modalità di intervento e contemporaneamente fare buon uso del lavoro d'équipe  tra psicoterapeuta e psichiatra. In alcune situazioni l'intensità e la qualità della sintomatologia che la persona presenta possono essere tali  da richiedere un intervento di riduzione immediata del sintomo stesso, con tempi molto più brevi di quelli  propri della psicoterapia. In questi casi, accanto ad un lavoro psicoterapeutico volto alla comprensione e  alla trasformazione profonda delle radici del disagio, è importante attivare subito un intervento "tattico" in  grado di contenere rapidamente la sintomatologia così da consentire una qualità di vita sostenibile e  recuperare sufficienti risorse per il lavoro psicoterapeutico. Se, ad esempio, una situazione clinica è  caratterizzata da imperversanti allucinazioni uditive, oppure da vissuti depressivi molto profondi, o ancora  da stato ansioso conclamato con intense somatizzazioni, etc.., allora diventa momentaneamente molto  difficile per il paziente accedere in modo per lui proficuo a qualsiasi forma di comunicazione verbale. Un  rapido e adeguato trattamento farmacologico può restituire in breve tempo al soggetto sufficienti capacità di relazione così da consentirgli di stabilire una relazione terapeutica col curante (psicoterapeuta ma anche  medico di famiglia) in grado di essergli utile. La validità dell'approccio integrato è dimostrata dalla letteratura scientifica: in alcune situazioni specifiche la terapia integrata tende a produrre una modulazione complessiva del sistema dinamico mente-corpo,  aumentando le possibilità di remissione del disagio e della sintomatologia e favorendo la stabilità nel tempo  dei trattamenti.
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